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Cani & Cell

 

 

In Corea si telefona anche ai cani

Una trovata di SK Telecom:

Basta inviare un MMS al gestore per ricevere la traduzione dei latrati dei nostri cuccioli, parlando di cani a volte si dice: gli manca solo la parola. 

Pare che i sud-coreani siano riusciti anche in questo, nel senso che i cani continuano ad abbaiare, ma c'è chi ha imparato a tradurre i latrati in parole umane e, viceversa, a trasformare le nostre parole in latrati ... La trovata (ma loro la chiamano "servizio") è di SK Telecom, uno dei maggiori gestori di telefonia mobile di Seul, che ha messo a disposizione dei propri clienti un traduttore per animali domestici. Funziona in questo modo: il cane abbaia? Registrate i suoi latrati con il telefonino e inviateli al gestore tramite MMS specificando razza, sesso ed età dell'animale. Nel giro di pochi minuti vi arriva un SMS con la frase che il vostro cane cercava di comunicarci. Il servizio funziona anche in senso contrario: dovete dire qualche cosa al cane che non capisce (o finge di non capire)? Inviatela sempre via cellulare al gestore e quello vi risponderà con un MMS che contiene una serie di latrati da far ascoltare al cane. Il quale a questo punto non avrà più alibi e dovrà giocoforza obbedirvi. Ma ne siamo proprio sicuri?

6/4/2006

News Giugno 2006

 

ANIMALI: STRAGE DI RANDAGI NEL PALERMITANO, AVVELENATI 20 CANI LA PROCURA HA APERTO UN'INCHIESTA

Palermo, 1 giu. - (Adnkronos) -

Strage di cani randagi a Trabia, piccolo centro marinaro a pochi chilometri da Palermo. Tra martedi' e ieri sono stati avvelenati nella zona del porticciolo venti cani. Sulla vicenda la procura di Termini Imerese (Palermo) ha aperto un'inchiesta per accertare quanto accaduto. Alcuni animali sono stati trovati a terra, mentre altri galleggiavano in mare.

 

BERGAMO

Tre cani in casa? Multa da 500 euro

A Berbenno si possono possedere due cani, non di più. Se vi beccano con il terzo cucciolo rischiate una multa di 500 euro. La dice il nuovo regolamento comunale che stabilisce il numero di animali che è possibile possedere: i cani sono appunto al massimo 2, mentre i gatti sono i proverbiali 4. Le eventuali cucciolate sono ammesse, ma solo fino allo svezzamento.

I cavalli dissanguati

 

-TURCHIA-

 

Accade in Turchia dove il sangue degli animale viene ancora usato come sostituto del plasma umano. I cavalli vengono immobilizzati a terra con violenza, colpiti ripetutamente alle ginocchia, e infine gli viene recisa la vena giugulare. La pratica puo' durare anche per ore durante le quali gli animali, tra atroci sofferenze, vengono dissanguati e lasciati morire senza pieta'. Il Refik Saydam Hygiene Center (RSHC) fonisce al governo questo sangue economico, ma allo stesso tempo molto pericoloso. In USA e in Europa infatti, il sangue animale e' ormai limitato a pochissime applicazioni mediche perche' da tempo e' noto che provoca nei pazienti una patologia chiamata "serum sickness", e anche quando serve viene comunque prelevato dagli animali come si fa con gli essere umani, inserendo cioe' semplicemente un ago nella vena dell'animale, senza alcun bisogno di ferirlo o addirittura di ucciderlo. Sul sito di PETA - People for ethical treatment of animals - potete assistere al terribile video girato all'interno del Refik Saydam Hygiene Center.

 

 Video

 

  http://www.stopanimaltests.com/f-turkishHorses.asp

 

Firma la petizione

 

http://www.oipaitalia.com/appelli/vivisezione_turchia_petizione.htm

 

5/30/2006

Gancetti per blog

 
 
 
 

 

 

            Gancetti da appendere nei vostri blog 

   Copia e incolla il codice

          nel punto dove vuoi inserirlo. Ricordati di modificare  

la "X" 

  dopo il gancetto con il numero corrispondente a quello che preferisci.

 

 

 

 

Gancetti da appendere nei vostri blog.

         1 5 6 9  18 20 23  27 28 35  36  39 33

22 31 14 2 26   29

38 30

 

 

Codice per gancetti:

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Maggio 2006


Per gioco massacrano gatto a calci denunciati otto ragazzi

CATANIA

«Non sappiamo perché l'abbiamo fatto». Si sarebbero giustificati così con i carabinieri che hanno fermato la violenza contro un gatto, ferito mortalmente l’altra notte in una strada di Biancavilla da un diciottenne e sette minorenni di età compresa tra i 16 e 17 anni. Gli otto sono stato bloccati dai militari della compagnia di Paternò (avvertiti da alcuni passanti) mentre colpivano a calci e con un pezzo di legno un gatto randagio «per gioco». L'animale è stato soccorso e condotto in un centro specializzato ma è morto subito. Gli otto ragazzi, tutti studenti originari di Adrano e Biancavilla e appartenenti a famiglie per bene, sono stati denunciati per maltrattamenti a animali e rischiano una condanna da tre mesi a un anno di reclusione.

 

COPENAGHEN 3 maggio 2006 

il principe ama i cani?
Sì, soprattutto se fritti in padella

"E' tenera come quella di coniglio, o forse di capretto. No, in realtà assomiglia al filetto di vitello".

DANIMARCA

 

Come si conviene in tutte le famiglie reali europee, anche il principe Henrik di Danimarca ha sempre mostrato un grande affetto per i cani.

Ma, riporta l'edizione digitale del quotidiano britannico Times, il principe consorte della regina Margherita di Danimarca ama i cani in un modo speciale, a dir poco sui generis, almeno nelle contrade del vecchio continente: a fettine, delicatamente soffritti e serviti su piatto.

La notizia, pubblicata da una rivista di costume danese Ud & Se, sta facendo il giro del mondo. "La carne di cane è come quella di coniglio", ha dichiarato l'augusto signore alla rivista. "Come quella di un capretto. O forse - ecco lo so - come il vitello", ha proseguito Henrik.

Ma questi particolari gusti culinari del 72enne principe hanno causato non poco scalpore in patria. E per due ragioni; la prima è che il marito della regina Margherita e in qualità di principe consorte è una delle voci ufficiali di Danimarca, Paese impegnato in prima linea nella lotta contro le crudeltà inflitte agli animali.

Secondo è presidente onorario del "Danish Dachsund Club", il Clun danese del Dachsund, il bassotto scandinavo.

Il principe si fa vedere in giro raramente senza i suoi Dachsund. Il principe apparentemenne avrebbe imparato ad apprezzare lo stufato di cane e altre appetitose ricette canine fin dalla più tenera età.

Henrik è infatti cresciuto in Vietnam, dove il cane arrosto resta una delle specialità nazionali. "Non ho scrupoli a mangiare la carne di cane. Questi cani sono allevati per essere mangiati, proprio come i polli", ha detto.


 

Chiude il cane in bagno, poi sparisce
In 3 metri quadrati e tra gli escrementi, liberato dai vigili


Se n’è andato di casa (e probabilmente anche da Cremona) con una valigia in mano. Ma prima non ha trovato di meglio che chiudere il suo cane, un rottweiler, nel bagno di casa, un ambiente di tre, quattro metri quadrati. Questo alcuni giorni fa. L’allarme è scattato ieri, nella tarda mattinata, quando i vicini, che continuavano a sentire i guaiti dell’animale, hanno allertato gli agenti della Polizia urbana. Morale: gli uomini in divisa, coordinati dall’ufficiale Daniele Rodondi, sono entrati nell’appartamento, popolare, che si trova a San Felice, ed hanno ‘liberato’ il cane, che si trovava in mezzo agli escrementi. A terra un po’ di cibo e dell’acqua lasciati dal proprietario. A seguire l’animale è stato visitato da una dottoressa dell’Asl, che non ha evidenziato patologie particolari. Il rottweiler è stato quindi affidato ai volontari del rifugio del cane, che si trova tra la tangenziale e via Sesto. Quanto alle misure nei confronti del proprietario — che non è rientrato né è stato rintracciato — due le ipotesi al vaglio del comando di piazza Libertà: denuncia per maltrattamenti oppure una sanzione amministrativa.

 

SI DA' FUOCO PER IMPEDIRE LO SFRATTO DI ALCUNI ANIMALI


Momenti di tensione per lo sfratto di 16 cani randagi e di una volpe ricoverati abusivamente nell'ex convento di Santa Chiara in Via Ruggero Normanno, nel centro abitato di Vibo Valentia, trasformata in un canile da alcune animaliste. Allorquando la polizia municipale e i responsabili del servizio veterinario dell'Asl, si sono presentati per eseguire lo sfratto dovendo il Comune provvedere alla ristrutturazione, una di loro si e' cosparsa di benzina e stava per darsi fuoco. Il tempestivo intervento dei vigili e dei sanitari del 118 che erano stati allertati, l'hanno salvata. Ma lo sfratto dei randagi a cui si era unita una volpe con cui si era stabilita una felice convivenza, e' stato eseguito ugualmente. Undici cani sono stati prelevati e trasferiti al canile sanitario "Mondo di Pluto" di Ricadi, con il quale l'amministrazione comunale ha stipulato una convenzione per un ricovero massimo di 50 cani, essendo strapieno il proprio canile di localita' Aeroporto che ospita gia' 128 cani, piu' altri 100 in un recinto provvisorio. Gli altri 5 cani e la volpe sono stati affidati a privati citadini, cosi' come ha reso noto il dirigente della Polizia municipale Domenico Corigliano.

 

CINA

 

In Cina si mangia il San Bernardo
E' la carne di cane più cara e pregiata


Il cane più prelibato secondo i cinesi è il San Bernardo. Il dato è fornito dal rapporto Cyclope 2006 sul mercato delle materie prime: il filetto di San Bernardo costa circa 1000 yen al kg (pari a 100 euro) perchè considerato tenero e saporito. Crescono le polemiche degli animalisti contro i cinofagi asiatici. Secondo un sondaggio del 2001 il 43% degli abitanti di Pechino ha mangiato almeno una volta carne di cane.


Sulla carta di un ristorante cinese che si rispetti non può mancare il filetto di San Bernardo, tra tutti il più prelibato secondo la ricerca del circolo francese Cyclope. Ad allarmare gli animalisti e gli amanti dei cani sono i numerosi allevamenti moltiplicatisi in Cina negli ultimi anni ed indirizzati alla produzione di carne canina. I San Bernardo verrebbero uccisi con scariche elettriche trasmesse attraverso un'asta metallica infilata in gola. Questo metodo comporta un'ora di sofferenza per l'animale, che viene poi scuoiato vivo come vuole la tradizione.

Varie associazioni, come SOS Saint Bernard Dogs International, si impegnano a combattere questa pratica da molti anni. L'estremo tentativo è quello di sensibilizzare i cinesi sull'importanza di questa razza per le operazioni di soccorso in montagna, ricordando che i San Bernardo hanno salvato centinaia di vite umane, e non meritano di essere serviti a fettine sul piatto di un ristorante.

 

COLLE UMBERTO

Cagnolini gettati nel tombino
Bimbo chiama il 118 e li salva

Colle Umberto
(g.dn.) La prontezza di un bimbo ha salvato la vita, domenica pomeriggio, a cinque cagnolini abbandonati in un tombino a Colle Umberto, in via Roma. Insieme al padre stava passeggiando quando, verso le 17, la pioggia li ha costretti entrambi a fermarsi per un pò vicino al campo sportivo. E' proprio allora che Alessandro Battistuzzi, questo il nome del bambino, ha scorto in un tombino pieno d'acqua una cesta con un tappetino contenente i cinque cuccioli, fradici e infreddoliti.

Il genitore ha così chiamato il 118 e suo posto è prontamente giunta l'ambulanza veterinaria che ha soccorso i cani e li ha portati al sicuro alla Clinica Veterinaria Città di Conegliano prestandogli le cure necessarie. Ora si cerca qualche persona o famiglia che voglia adottarli per evitare che vengano affidati al canile. «I cagnolini - spiegano alla clinica diretta dal dottor Ernesto Schievenin - sono già svezzati, quindi mangiano da soli. Si tratta di bastardini di piccola taglia, tre femmine e due maschi. Quattro sono neri, una femmina invece è tricolore marrone chiaro, scuro e un pò di nero». Per chi volesse contribuire a rendere ancor più bello il lieto fine di questa storia prendendosi cura di uno di questi cagnolini, basta che telefoni allo 0438.33566.


BRUZZANO

L’appello di una madre: ridateci il nostro carlino. Perquisiti campi nomadi
Cucciolo di cane rubato a una bambina

«Dal dolore mia figlia non mangia più»
Il furto davanti al cimitero di Bruzzano: il cane era stato lasciato nell’auto parcheggiata

«Mia figlia Denise non mangia da domenica. Non riesce a darsi pace da quando le hanno rubato il suo cucciolo di carlino. Chiunque l’abbia preso, lo restituisca». È l’appello della signora Sorrentino per riavere Jack. Il cane è stato rubato domenica, festa della mamma. Madre e figlia erano arrivate in auto sul piazzale del cimitero di Bruzzano, il cucciolo di carlino addormentato sui sedili posteriori. Dopo la visita al camposanto, la sorpresa: l’auto era aperta e del cane non c’era nessuna traccia. Inutili le ricerche nella zona del parcheggio. Dopodiché madre e figlia hanno lanciato l’allarme. Un fiorista aveva notato alcuni giovani, forse extracomunitari, aggirarsi attorno alla vettura. Anche per questo, la questura di Milano ha provveduto a effettuare, ieri mattina, a una serie di controlli nei campi nomadi della zona. I poliziotti hanno setacciato capannoni fatiscenti e roulotte abbandonate. Ma del piccolo carlino nessuna traccia.
Jack ha solo otto mesi di vita e ha il microchip di riconoscimento. In questi giorni avrebbe dovuto essere sottoposto al secondo richiamo della vaccinazione contro la leptospirosi. Secondo gli investigatori si potrebbe trattare di un furto su commissione, ma non è escluso che a rubare il carlino sia stato uno dei molti immigrati che usano i cani per «adescare i passanti e chiedere l’elemosina».
Denise aspetta con ansia notizie del suo piccolo Jack. E la mamma rinnova un appello: «Riportate alla mia bambina il suo amico del cuore».


5/26/2006

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I delfini riconoscono nomi amici e parenti

Ansa 07-05-2006

 

 LONDRA

Che i delfini siano in molti modi simili a noi, e' un fatto ormai noto, ma finora nessuno aveva mai affermato che, come gli esseri umani, questi mammiferi hanno un 'nome' individuale, e che lo usano per riconoscersi a vicenda, quando questo nome viene 'fischiato'. La scoperta, scrive il Sunday Times, e' stata fatta da Vincent Janik, esperto di mammiferi acquatici presso l' universita' di St. Andrews in Scozia, che ha osservato come i delfini della varieta' tursiope, siano tra gli animali piu' rapidi a imparare nuovi suoni. ''Ogni delfino - dice Janik - apprende un fischio distintivo individuale nei primi mesi della sua vita, fischio che sembra essere usato per il riconoscimento da parte degli altri''. Sin dagli anni Sessanta, osservando delfini in cattivita', gli scienziati hanno appurato che ogni animale aveva un suo repertorio di fischi: cio' porto' a pensare che esistesse un 'linguaggio' articolato attraverso i fischi, ma finora nessuno ne aveva decrittato le varie parti. Il lavoro di Janik si e' basato su gruppi di mammiferi che vivono a Sarasota Bay (Florida), dove vengono studiati da oltre trent'anni. In questo arco di tempo, altri ricercatori hanno costruito una ritratto individuale di ogni delfino, dei suoi rapporti familiari, e del suo gruppo sociale di interazione. Al tempo stesso, sono stati registrati i suoni fatti da ogni animale, ed isolati quelli che si ritenevano essere i 'nomi' di ognuno. Nel corso dello studio di Janik, alcuni di loro sono stati isolati all'interno di una rete. I riceratori hanno quindi riprodotto artificialmente i suoni dei fischi individuali per vedere come reagivano gli animali: usando una versione sintetica del suono e' stato possibile escludere che i delfini riconoscessero semplicemente la 'voce' degli altri. E' emerso che c'era una forte reazione dei delfini ai fischi-nome dei propri parenti ed 'amici', ma che venivano ignorati i 'nomi' di delfini a loro non collegati. ''I tursiopi sono i soli animali, accanto all'uomo, che hanno mostrato di sapere trasferire informazioni sull'identita' senza alcun legame con la voce di chi la trasmette'', ha concluso il ricercatore. E se abbozzi di linguaggi sono stati individuati nei pappagalli, balene, corvi e nei primati, i delfini sembrano essere i primi a mostrare l'esistenza di 'nomi' nel loro modo di comunicare.

 

 

L' ex gli spedisce un gatto morto

Il gazzettino 13-05-2006

 

<<<FRISANCO>>>

La donna aveva donato l’animale all’operaio, durante una breve relazione.

Nel pacco c'era anche una lettera minacciosa.

 

 L'amore e la gelosia, con il tempo, possono trasformarsi in odio, facendo commettere delle vere pazzie. È quanto accaduto all'operaio P.V., 29 anni, di Povoletto (Udine) che è stato denunciato dai carabinieri di Maniago con le ipotesi d'accusa di uccisione di animali, minacce aggravate e ingiurie. Il motivo? Un pacco che l'uomo, a metà aprile 2006, ha inviato a una donna, 31 anni, sposata, originaria della Polonia e residente a Frisanco. In quel pacco - come messo in evidenza dai carabinieri - c'erano un gatto tigrato morto, due maglioni e una lettera, firmata da P.V. Con quella donna, un anno fa l'operaio di Povoletto aveva avuto una breve, ma intensa relazione affettiva,  la donna pero' sposata, risolta la crisi coniugale con il marito aveva  troncato la relazione con l'operaio. Le pene d'amore, per il giovane di Povoletto, erano diventate sempre più insopportabili. Varie volte aveva cercato la donna per convincerla a riallacciare la relazione sentimentale, a lasciare il marito. Dopo l'ennesimo rifiuto della donna, l'operaio ha deciso di disfarsi di ogni oggetto che le ricordava quell'amore, svanito nel nulla: addio quindi ai due maglioni e al gatto tigrato che gli erano stati donati dalla donna e che, fino a marzo 2006, aveva tenuto in casa come reliquie. Il risultato quel pacco spedito all'indirizzo della donna, a Frisanco. Quando l'involucro è arrivato a destinazione, la padrona di casa lo ha aperto lanciando un urlo di paura, trovandosi di fronte il gatto morto (era stato annegato) e i due maglioni, che aveva regalato a P.V.. In mezzo ai maglioni una lunga lettera che è stata sequestrata dai carabinieri e nella quale - secondo quanto ricostruito dagli inquirenti dell'Arma - c'erano una lunga sfilza di parolacce e di minacce nei confronti dell'ex amata di origine polacca. Dopo essersi ripresa dallo spavento la donna  telefona ai carabinieri, il maresciallo Antonio Palermo che ha, effettuato il sopralluogo a Frisanco, ha avviato una serie di accertamenti che hanno portato a Povoletto e alla denuncia dell'operaio per minacce aggravate, uccisione di animali e ingiurie.

 

Roberto Ortolan

5/25/2006

Pony la femmina dell' Indonesia

La Gazzetta del Mezzogiorno
12-05-2006
 
In Indonesia pagavano per accoppiarsi con femmina di orangutan Pony era stata completamente depilata, lavata e profumata, le avevano dipinto le labbra con del rossetto. E poi l'avevano incatenata al letto. A salvarla e' stata una veterinaria spagnola.
 
<<<MADRID >>>
 
L' avevano incatenata al letto, per poter consentire ai frequentatori del bordello di un villaggio del Borneo indonesiano di godere del piacere perverso di un accoppiamento con una grande femmina di orangutan. Questa storia terribile è raccontata all’Ansa della veterinaria spagnola che partecipò al salvataggio e ha ora offerto una nuova vita a Pony, Karmele Llano, 27 anni, di Bilbao. E la giovane basca assicura che il caso non è isolato e la pratica di prostituire gli oraguntan è diffusa soprattutto in Thailandia. Karmele - che ritornerà presto nel Borneo (isola divisa tra Indonesia e Malesia) per continuare la sua missione di salvataggio degli orangutan - racconta come incontrò Pony, una femmina che ha oggi 12 anni, nella località di Keremgpangi nel Borneo centrale. Era incatenata ad un letto mentre lavoratori delle imprese di legname e piantagioni di olio di palma facevano la fila per abusare di lei. «Quando tentammo di liberarla, ci fu una rivolta, ci minacciarono con coltelli e machete - ricorda Karmele - dovemmo ricorrere alla polizia di stato che inviò una trentina di agenti per portar via Pony». «La trasferimmo al nostro centro di riabilitazione di Nyaru Menteng, dove concentriamo gli orangutan bisognosi di cure o che recuperiamo dalle persone che le usano come mascotte», spiega Karmele. Nel centro, gestito dalla Borneo Orangutan Survival (Bos), vivono 400 primati, la maggior parte giovanissimi. Il centro, dove lavora Karmele, dispone di una clinica, una scuola per baby orangutan e grandi gabbie dove gli animali adulti ricominciano un’esistenza normale. Dopo un periodo al centro Pony è stata trasferita lo scorso anno nell’isola fluviale di Bangamat dove vive tuttora insieme ad altri sei orangutan. Bangamat è una delle tre isole utilizzate per dare una nuova vita alle grandi scimmie, in attesa di una futura liberazione in una zona protetta, e dove vivono attualmente una settantina di orangutan. «Il caso Pony non è isolato - assicura Karmele - Sappiamo che in Thailandia è frequente che bordelli utilizzino femmine di orangutan come divertimento sessuale per i clienti, o esibiscano gli animali nei circhi o per spettacoli di boxe». La notizia di queste «schiave sessuali», divenute tali dopo essere state catturate piccolissime dai trafficanti dopo averne ucciso le madri, è confermata anche da Matilde de Figueroa portavoce della Fondazione Altarriba che si occupa della protezione e difesa di tutti gli animali. «Mi risulta che in Thailandia l’utilizzo degli orangutan nei postriboli non sia un fatto isolato», dice all’Ansa. E alla denuncia si associa Pedro Pozas, segretario generale del ’Progetto Grande Scimmia» che ha portato recentemente in parlamento, con il sostegno del Partito socialista, un progetto (ma per ora non una legge) per coinvolgere la Spagna nella lotta per i diritti di questi mammiferi tanto simili all’uomo. Pozas assicura che contro questi abusi servirà il progetto che si conta di presentare anche al Parlamento Europeo e infine trasformare in legge in Spagna. «Arriveremo, ne sono convinto, a dare alle grandi scimmie il diritto alla vita, alla libertà e a non essere torturate». Gli orangutan contrariamente alle altre grandi scimmie africane (scimpanzè, gorilla, bonobo), vivono solo in Asia, a Sumatra e nel Borneo. E ne sono rimasti, secondo la Orangutan Conservancy americana appena 20.000 e potrebbero essere estinti in 10 anni. Questo grande mammifero arboreo condivide con l’uomo il 97% del patrimonio genetico. Il suo nome in malese significa «popolo della foresta» e in passato la popolazione locale lo rispettava considerandolo una persona che si nascondeva sugli alberi per non lavorare o non esser fatto schiavo. Oltre che in Thailandia gli orangutan sono importati in altri paesi d’Asia e in particolare a Taiwan dove vengono usati soprattutto come animali da compagnia. Secondo un rapporto della Orangutan Foundation questa è una delle più serie minacce alla loro sopravvivenza alimentando il grande traffico illegale. Un traffico che arriva, malgrado i controlli, fino in Europa al termine di una rotta che passa per il Medio Oriente. Ma il vero grande pericolo per la sopravvivenza degli orangutan è la distruzione delle foreste dove vivono, ora soprattutto a causa dell’avanzare delle piantagioni di Olio di Palma, prodotto usato nel settore alimentare e cosmetico. «Piantagioni per creare le quali si uccidono le scimmie e si distrugge la foresta, loro unico habitat» dice Karmele che vuol ora creare un centro di recupero anche per i macachi e i nitticebi della Sonda, primati che non godono di alcuna protezione in Indonesia.
 
 
Giulio Gelibter

 

4/29/2006

PER SEMPRE CON ME

 

 

 

24/12/05

Mi e' morto un amico caro, lo sono venuta a sapere oggi...e' morto ieri mi hanno detto, ieri pomeriggio...forse sei morto nel giorno sbagliato io mi sono detta...ma io non voglio parlarvi della sua morte, voglio raccontarvi di come ha vissuto...e, di come ci siamo conosciuti! Ci siamo conosciuti il 28 gennaio .... quando l'ho visto per la prima volta, mi ricordo era in un angolo, seduto li', che forse aspettava qualcosa o qualcuno...o forse era solamente li' perche' doveva. Io lo guardai e non so' mi fece un effetto strano, tenerezza...sapete era il piu' piccolo, notai che anche lui mi guardo', mi guardo' con un aria quasi interrogativa, come per chiedersi, ma chi e' questa qui', cosa vuole, e' un nemico, o forse una minaccia? gli feci subito capire che in quel momento ne ero una minaccia ne ero qualcosa su qui poteva fare affidamento...insomma non ero nessuno, ero solamente una persona curiosa come tante altre. Mi ricordo che mi guardai bene intorno scrutai tutto per bene, ma lui mi aveva colpito, mi aveva veramente colpito, aveva fatto centro, non so' cosa pensava lui in quel momento, magari era anche scocciato, e non aveva nessuna intenzione di avermi, ma sorvolai e lo presi, presi Attilio, Attilio il magnifico un criceto del Caucaso di circa 3 o 4 mesi. Il 28 Gennaio del 2002 entro' nella mia vita, da quel momento mi ha dato solo gioia e simpatia...non avevo mai provato altre sensazioni con lui, ma da quando te ne sei andato ho provato tristezza, dolore e rabbia...sei sempre vissuto accanto a me, e li' rimarrai sempre mio piccolo e caro amico...Tilio hai fatto centro anche questa volta!

 

 

10/25/2005

In quanti hanno visitato il mio spazio??

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Vi ricordate

Vi ricordate la famosa lista nera dei prodotti da non comperare...?!
 
 
Ho contattato tramite e-mail la Almo Nature, sapevo che era un buon prodotto per animali, e che non era inserito neanche nella lista nera "cioe' non effettua test su animali", ma ho voluto comunque, delle conferme dalla casa del prodotto.
 
Ho scritto semplicemente se il loro prodotto era testato sugli animali!?
 
E loro mi hanno risposto:
 

gentile Simona,

la sua domanda ci fa molto piacere, perché dimostra attenzione per una terribile pratica purtroppo ancora molto diffusa. Stia tranquilla, un'azienda come la nostra, che ha sviluppato prodotti totalemte naturali proprio per il bene degli animali, non potrebbe mai abbassarsi a fare esperimenti sugli animali! E, con un prodotto di questa qualità, nemmeno ne ha bisogno.

Questi sono 2 siti su cui Le consigliamo di verificare la presenza di Almo Nature tra le aziende cruelty free (esistono delle vere e proprie liste positive-negative create dalle maggiori associazioni per la difesa degli animali)

http://www.oipaitalia.com/appelli/conclusioni.htm

http://www.consumoconsapevole.org/05iniziative-c.html

Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e porgiamo cordiali saluti,

Almo Nature

 

 

C'era chi mi aveva scritto quale prodotto poteva comperare per il proprio cane, dove non venivano effettuati test su animali.. QUESTO E' UN BUON PRODOTTO...

INFORMATEVI ANCHE SU INTERNET

Telefonata numero 2

Questa mattina dovevo parlare con un superiore dell' azienda Iams come voi ben sapete...ma non c'era e la telefonata e' stata spostata a domani mattina alle 9:00 in punto...

 

vedremo domani mattina cosa mi verra' detto1!!

 

 

 

10/22/2005

Yadkin County

Nella contea di Yadkin, in north Carolina, gli animali continuano a soffrire...

Gli animali vengono messi in una scatola bianca e uccisi con il monossido di carbonio...

 

qui' sotto potete vedere il filmato, dal sito della Peta:

                                 http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=yadkin_county

 

Gli animali prima di morire ci impiegano circa 30 minuti, voi pensate che sofferenza puo' provare un animale...

 

PER INVIARE UN E-MAIL DI PROTRESTA: 

 

 UTILIZZIAMO UN ALTRO METODO PER L'EUTANASIA!

POI PERCHE' L'EUTANASIA???

                                                                  cwood@yadkincounty.gov

 

 

 

 

IN ITALIA STESSI METODI...NOI NON SIAMO DA MEGLIO

                               

Sevizie su animali

Ticino...BELLINZONA

Violenze sessuali su animali:

Dopo Svizzera nord-occidentale e Giura un caso anche in Ticino un fenomeno preoccupante che sta co