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Cani & Cell
In Corea si telefona anche ai cani Una trovata di SK Telecom: Basta inviare un MMS al gestore per ricevere la traduzione dei latrati dei nostri cuccioli, parlando di cani a volte si dice: gli manca solo la parola. Pare che i sud-coreani siano riusciti anche in questo, nel senso che i cani continuano ad abbaiare, ma c'è chi ha imparato a tradurre i latrati in parole umane e, viceversa, a trasformare le nostre parole in latrati ... La trovata (ma loro la chiamano "servizio") è di SK Telecom, uno dei maggiori gestori di telefonia mobile di Seul, che ha messo a disposizione dei propri clienti un traduttore per animali domestici. Funziona in questo modo: il cane abbaia? Registrate i suoi latrati con il telefonino e inviateli al gestore tramite MMS specificando razza, sesso ed età dell'animale. Nel giro di pochi minuti vi arriva un SMS con la frase che il vostro cane cercava di comunicarci. Il servizio funziona anche in senso contrario: dovete dire qualche cosa al cane che non capisce (o finge di non capire)? Inviatela sempre via cellulare al gestore e quello vi risponderà con un MMS che contiene una serie di latrati da far ascoltare al cane. Il quale a questo punto non avrà più alibi e dovrà giocoforza obbedirvi. Ma ne siamo proprio sicuri? 6/4/2006 News Giugno 2006
ANIMALI: STRAGE DI RANDAGI NEL PALERMITANO, AVVELENATI 20 CANI LA PROCURA HA APERTO UN'INCHIESTA Palermo, 1 giu. - (Adnkronos) - Strage di cani randagi a Trabia, piccolo centro marinaro a pochi chilometri da Palermo. Tra martedi' e ieri sono stati avvelenati nella zona del porticciolo venti cani. Sulla vicenda la procura di Termini Imerese (Palermo) ha aperto un'inchiesta per accertare quanto accaduto. Alcuni animali sono stati trovati a terra, mentre altri galleggiavano in mare.
BERGAMO Tre cani in casa? Multa da 500 euro A Berbenno si possono possedere due cani, non di più. Se vi beccano con il terzo cucciolo rischiate una multa di 500 euro. La dice il nuovo regolamento comunale che stabilisce il numero di animali che è possibile possedere: i cani sono appunto al massimo 2, mentre i gatti sono i proverbiali 4. Le eventuali cucciolate sono ammesse, ma solo fino allo svezzamento. I cavalli dissanguati
-TURCHIA-
Accade in Turchia dove il sangue degli animale viene ancora usato come sostituto del plasma umano. I cavalli vengono immobilizzati a terra con violenza, colpiti ripetutamente alle ginocchia, e infine gli viene recisa la vena giugulare. La pratica puo' durare anche per ore durante le quali gli animali, tra atroci sofferenze, vengono dissanguati e lasciati morire senza pieta'. Il Refik Saydam Hygiene Center (RSHC) fonisce al governo questo sangue economico, ma allo stesso tempo molto pericoloso. In USA e in Europa infatti, il sangue animale e' ormai limitato a pochissime applicazioni mediche perche' da tempo e' noto che provoca nei pazienti una patologia chiamata "serum sickness", e anche quando serve viene comunque prelevato dagli animali come si fa con gli essere umani, inserendo cioe' semplicemente un ago nella vena dell'animale, senza alcun bisogno di ferirlo o addirittura di ucciderlo. Sul sito di PETA - People for ethical treatment of animals - potete assistere al terribile video girato all'interno del Refik Saydam Hygiene Center.
http://www.stopanimaltests.com/f-turkishHorses.asp
http://www.oipaitalia.com/appelli/vivisezione_turchia_petizione.htm
5/30/2006 Gancetti per blog
Maggio 2006
Per gioco massacrano gatto a calci denunciati otto ragazzi «Non sappiamo perché l'abbiamo fatto». Si sarebbero giustificati così con i carabinieri che hanno fermato la violenza contro un gatto, ferito mortalmente l’altra notte in una strada di Biancavilla da un diciottenne e sette minorenni di età compresa tra i 16 e 17 anni. Gli otto sono stato bloccati dai militari della compagnia di Paternò (avvertiti da alcuni passanti) mentre colpivano a calci e con un pezzo di legno un gatto randagio «per gioco». L'animale è stato soccorso e condotto in un centro specializzato ma è morto subito. Gli otto ragazzi, tutti studenti originari di Adrano e Biancavilla e appartenenti a famiglie per bene, sono stati denunciati per maltrattamenti a animali e rischiano una condanna da tre mesi a un anno di reclusione.
COPENAGHEN 3 maggio 2006 il principe ama i cani? DANIMARCA
Come si conviene in tutte le famiglie reali europee, anche il principe Henrik di Danimarca ha sempre mostrato un grande affetto per i cani. Ma, riporta l'edizione digitale del quotidiano britannico Times, il principe consorte della regina Margherita di Danimarca ama i cani in un modo speciale, a dir poco sui generis, almeno nelle contrade del vecchio continente: a fettine, delicatamente soffritti e serviti su piatto. La notizia, pubblicata da una rivista di costume danese Ud & Se, sta facendo il giro del mondo. "La carne di cane è come quella di coniglio", ha dichiarato l'augusto signore alla rivista. "Come quella di un capretto. O forse - ecco lo so - come il vitello", ha proseguito Henrik. Ma questi particolari gusti culinari del 72enne principe hanno causato non poco scalpore in patria. E per due ragioni; la prima è che il marito della regina Margherita e in qualità di principe consorte è una delle voci ufficiali di Danimarca, Paese impegnato in prima linea nella lotta contro le crudeltà inflitte agli animali. Secondo è presidente onorario del "Danish Dachsund Club", il Clun danese del Dachsund, il bassotto scandinavo. Il principe si fa vedere in giro raramente senza i suoi Dachsund. Il principe apparentemenne avrebbe imparato ad apprezzare lo stufato di cane e altre appetitose ricette canine fin dalla più tenera età. Henrik è infatti cresciuto in Vietnam, dove il cane arrosto resta una delle specialità nazionali. "Non ho scrupoli a mangiare la carne di cane. Questi cani sono allevati per essere mangiati, proprio come i polli", ha detto.
Chiude il cane in bagno, poi sparisce
SI DA' FUOCO PER IMPEDIRE LO SFRATTO DI ALCUNI ANIMALI
BRUZZANO L’appello di una madre: ridateci il nostro carlino. Perquisiti campi nomadi «Dal dolore mia figlia non mangia più» 5/26/2006 BannerI delfini riconoscono nomi amici e parentiAnsa 07-05-2006
LONDRA Che i delfini siano in molti modi simili a noi, e' un fatto ormai noto, ma finora nessuno aveva mai affermato che, come gli esseri umani, questi mammiferi hanno un 'nome' individuale, e che lo usano per riconoscersi a vicenda, quando questo nome viene 'fischiato'. La scoperta, scrive il Sunday Times, e' stata fatta da Vincent Janik, esperto di mammiferi acquatici presso l' universita' di St. Andrews in Scozia, che ha osservato come i delfini della varieta' tursiope, siano tra gli animali piu' rapidi a imparare nuovi suoni. ''Ogni delfino - dice Janik - apprende un fischio distintivo individuale nei primi mesi della sua vita, fischio che sembra essere usato per il riconoscimento da parte degli altri''. Sin dagli anni Sessanta, osservando delfini in cattivita', gli scienziati hanno appurato che ogni animale aveva un suo repertorio di fischi: cio' porto' a pensare che esistesse un 'linguaggio' articolato attraverso i fischi, ma finora nessuno ne aveva decrittato le varie parti. Il lavoro di Janik si e' basato su gruppi di mammiferi che vivono a Sarasota Bay (Florida), dove vengono studiati da oltre trent'anni. In questo arco di tempo, altri ricercatori hanno costruito una ritratto individuale di ogni delfino, dei suoi rapporti familiari, e del suo gruppo sociale di interazione. Al tempo stesso, sono stati registrati i suoni fatti da ogni animale, ed isolati quelli che si ritenevano essere i 'nomi' di ognuno. Nel corso dello studio di Janik, alcuni di loro sono stati isolati all'interno di una rete. I riceratori hanno quindi riprodotto artificialmente i suoni dei fischi individuali per vedere come reagivano gli animali: usando una versione sintetica del suono e' stato possibile escludere che i delfini riconoscessero semplicemente la 'voce' degli altri. E' emerso che c'era una forte reazione dei delfini ai fischi-nome dei propri parenti ed 'amici', ma che venivano ignorati i 'nomi' di delfini a loro non collegati. ''I tursiopi sono i soli animali, accanto all'uomo, che hanno mostrato di sapere trasferire informazioni sull'identita' senza alcun legame con la voce di chi la trasmette'', ha concluso il ricercatore. E se abbozzi di linguaggi sono stati individuati nei pappagalli, balene, corvi e nei primati, i delfini sembrano essere i primi a mostrare l'esistenza di 'nomi' nel loro modo di comunicare.
L' ex gli spedisce un gatto mortoIl gazzettino 13-05-2006
<<<FRISANCO>>> La donna aveva donato l’animale all’operaio, durante una breve relazione. Nel pacco c'era anche una lettera minacciosa.
L'amore e la gelosia, con il tempo, possono trasformarsi in odio, facendo commettere delle vere pazzie. È quanto accaduto all'operaio P.V., 29 anni, di Povoletto (Udine) che è stato denunciato dai carabinieri di Maniago con le ipotesi d'accusa di uccisione di animali, minacce aggravate e ingiurie. Il motivo? Un pacco che l'uomo, a metà aprile 2006, ha inviato a una donna, 31 anni, sposata, originaria della Polonia e residente a Frisanco. In quel pacco - come messo in evidenza dai carabinieri - c'erano un gatto tigrato morto, due maglioni e una lettera, firmata da P.V. Con quella donna, un anno fa l'operaio di Povoletto aveva avuto una breve, ma intensa relazione affettiva, la donna pero' sposata, risolta la crisi coniugale con il marito aveva troncato la relazione con l'operaio. Le pene d'amore, per il giovane di Povoletto, erano diventate sempre più insopportabili. Varie volte aveva cercato la donna per convincerla a riallacciare la relazione sentimentale, a lasciare il marito. Dopo l'ennesimo rifiuto della donna, l'operaio ha deciso di disfarsi di ogni oggetto che le ricordava quell'amore, svanito nel nulla: addio quindi ai due maglioni e al gatto tigrato che gli erano stati donati dalla donna e che, fino a marzo 2006, aveva tenuto in casa come reliquie. Il risultato quel pacco spedito all'indirizzo della donna, a Frisanco. Quando l'involucro è arrivato a destinazione, la padrona di casa lo ha aperto lanciando un urlo di paura, trovandosi di fronte il gatto morto (era stato annegato) e i due maglioni, che aveva regalato a P.V.. In mezzo ai maglioni una lunga lettera che è stata sequestrata dai carabinieri e nella quale - secondo quanto ricostruito dagli inquirenti dell'Arma - c'erano una lunga sfilza di parolacce e di minacce nei confronti dell'ex amata di origine polacca. Dopo essersi ripresa dallo spavento la donna telefona ai carabinieri, il maresciallo Antonio Palermo che ha, effettuato il sopralluogo a Frisanco, ha avviato una serie di accertamenti che hanno portato a Povoletto e alla denuncia dell'operaio per minacce aggravate, uccisione di animali e ingiurie.
Roberto Ortolan 5/25/2006 Pony la femmina dell' IndonesiaLa Gazzetta del Mezzogiorno
12-05-2006
In Indonesia pagavano per accoppiarsi con femmina di orangutan Pony era stata completamente depilata, lavata e profumata, le avevano dipinto le labbra con del rossetto. E poi l'avevano incatenata al letto. A salvarla e' stata una veterinaria spagnola.
<<<MADRID >>>
L' avevano incatenata al letto, per poter consentire ai frequentatori del bordello di un villaggio del Borneo indonesiano di godere del piacere perverso di un accoppiamento con una grande femmina di orangutan. Questa storia terribile è raccontata all’Ansa della veterinaria spagnola che partecipò al salvataggio e ha ora offerto una nuova vita a Pony, Karmele Llano, 27 anni, di Bilbao. E la giovane basca assicura che il caso non è isolato e la pratica di prostituire gli oraguntan è diffusa soprattutto in Thailandia. Karmele - che ritornerà presto nel Borneo (isola divisa tra Indonesia e Malesia) per continuare la sua missione di salvataggio degli orangutan - racconta come incontrò Pony, una femmina che ha oggi 12 anni, nella località di Keremgpangi nel Borneo centrale. Era incatenata ad un letto mentre lavoratori delle imprese di legname e piantagioni di olio di palma facevano la fila per abusare di lei. «Quando tentammo di liberarla, ci fu una rivolta, ci minacciarono con coltelli e machete - ricorda Karmele - dovemmo ricorrere alla polizia di stato che inviò una trentina di agenti per portar via Pony». «La trasferimmo al nostro centro di riabilitazione di Nyaru Menteng, dove concentriamo gli orangutan bisognosi di cure o che recuperiamo dalle persone che le usano come mascotte», spiega Karmele. Nel centro, gestito dalla Borneo Orangutan Survival (Bos), vivono 400 primati, la maggior parte giovanissimi. Il centro, dove lavora Karmele, dispone di una clinica, una scuola per baby orangutan e grandi gabbie dove gli animali adulti ricominciano un’esistenza normale. Dopo un periodo al centro Pony è stata trasferita lo scorso anno nell’isola fluviale di Bangamat dove vive tuttora insieme ad altri sei orangutan. Bangamat è una delle tre isole utilizzate per dare una nuova vita alle grandi scimmie, in attesa di una futura liberazione in una zona protetta, e dove vivono attualmente una settantina di orangutan. «Il caso Pony non è isolato - assicura Karmele - Sappiamo che in Thailandia è frequente che bordelli utilizzino femmine di orangutan come divertimento sessuale per i clienti, o esibiscano gli animali nei circhi o per spettacoli di boxe». La notizia di queste «schiave sessuali», divenute tali dopo essere state catturate piccolissime dai trafficanti dopo averne ucciso le madri, è confermata anche da Matilde de Figueroa portavoce della Fondazione Altarriba che si occupa della protezione e difesa di tutti gli animali. «Mi risulta che in Thailandia l’utilizzo degli orangutan nei postriboli non sia un fatto isolato», dice all’Ansa. E alla denuncia si associa Pedro Pozas, segretario generale del ’Progetto Grande Scimmia» che ha portato recentemente in parlamento, con il sostegno del Partito socialista, un progetto (ma per ora non una legge) per coinvolgere la Spagna nella lotta per i diritti di questi mammiferi tanto simili all’uomo. Pozas assicura che contro questi abusi servirà il progetto che si conta di presentare anche al Parlamento Europeo e infine trasformare in legge in Spagna. «Arriveremo, ne sono convinto, a dare alle grandi scimmie il diritto alla vita, alla libertà e a non essere torturate». Gli orangutan contrariamente alle altre grandi scimmie africane (scimpanzè, gorilla, bonobo), vivono solo in Asia, a Sumatra e nel Borneo. E ne sono rimasti, secondo la Orangutan Conservancy americana appena 20.000 e potrebbero essere estinti in 10 anni. Questo grande mammifero arboreo condivide con l’uomo il 97% del patrimonio genetico. Il suo nome in malese significa «popolo della foresta» e in passato la popolazione locale lo rispettava considerandolo una persona che si nascondeva sugli alberi per non lavorare o non esser fatto schiavo. Oltre che in Thailandia gli orangutan sono importati in altri paesi d’Asia e in particolare a Taiwan dove vengono usati soprattutto come animali da compagnia. Secondo un rapporto della Orangutan Foundation questa è una delle più serie minacce alla loro sopravvivenza alimentando il grande traffico illegale. Un traffico che arriva, malgrado i controlli, fino in Europa al termine di una rotta che passa per il Medio Oriente. Ma il vero grande pericolo per la sopravvivenza degli orangutan è la distruzione delle foreste dove vivono, ora soprattutto a causa dell’avanzare delle piantagioni di Olio di Palma, prodotto usato nel settore alimentare e cosmetico. «Piantagioni per creare le quali si uccidono le scimmie e si distrugge la foresta, loro unico habitat» dice Karmele che vuol ora creare un centro di recupero anche per i macachi e i nitticebi della Sonda, primati che non godono di alcuna protezione in Indonesia.
Giulio Gelibter
4/29/2006 PER SEMPRE CON ME
Vi ricordateVi ricordate la famosa lista nera dei prodotti da non comperare...?!
Ho contattato tramite e-mail la Almo Nature, sapevo che era un buon prodotto per animali, e che non era inserito neanche nella lista nera "cioe' non effettua test su animali", ma ho voluto comunque, delle conferme dalla casa del prodotto.
Ho scritto semplicemente se il loro prodotto era testato sugli animali!?
E loro mi hanno risposto:
gentile Simona, la sua domanda ci fa molto piacere, perché dimostra attenzione per una terribile pratica purtroppo ancora molto diffusa. Stia tranquilla, un'azienda come la nostra, che ha sviluppato prodotti totalemte naturali proprio per il bene degli animali, non potrebbe mai abbassarsi a fare esperimenti sugli animali! E, con un prodotto di questa qualità, nemmeno ne ha bisogno. Questi sono 2 siti su cui Le consigliamo di verificare la presenza di Almo Nature tra le aziende cruelty free (esistono delle vere e proprie liste positive-negative create dalle maggiori associazioni per la difesa degli animali) http://www.oipaitalia.com/appelli/conclusioni.htm http://www.consumoconsapevole.org/05iniziative-c.html Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e porgiamo cordiali saluti, Almo Nature
C'era chi mi aveva scritto quale prodotto poteva comperare per il proprio cane, dove non venivano effettuati test su animali.. QUESTO E' UN BUON PRODOTTO... INFORMATEVI ANCHE SU INTERNET Telefonata numero 2Questa mattina dovevo parlare con un superiore dell' azienda Iams come voi ben sapete...ma non c'era e la telefonata e' stata spostata a domani mattina alle 9:00 in punto...
vedremo domani mattina cosa mi verra' detto1!!
10/22/2005 Yadkin CountyNella contea di Yadkin, in north Carolina, gli animali continuano a soffrire... Gli animali vengono messi in una scatola bianca e uccisi con il monossido di carbonio...
qui' sotto potete vedere il filmato, dal sito della Peta: http://www.petatv.com/tvpopup/Prefs.asp?video=yadkin_county
Gli animali prima di morire ci impiegano circa 30 minuti, voi pensate che sofferenza puo' provare un animale...
PER INVIARE UN E-MAIL DI PROTRESTA:
UTILIZZIAMO UN ALTRO METODO PER L'EUTANASIA! POI PERCHE' L'EUTANASIA???
IN ITALIA STESSI METODI...NOI NON SIAMO DA MEGLIO
Sevizie su animaliTicino...BELLINZONA Violenze sessuali su animali: Dopo Svizzera nord-occidentale e Giura un caso anche in Ticino un fenomeno preoccupante che sta colpendo il nostro Paese negli ultimi mesi. Un fenomeno sempre più preoccupante, ed esteso. I misteriosi casi di sevizie sessuali su animali che da ormai tre mesi si verificano nella Svizzera nord-occidentale (Argovia, Soletta e Basilea Campagna) hanno interessato, lo scorso 8 di agosto, e per la prima volta, anche il canton Giura: una capra è stata trovata morta in un pascolo di Movelier, a nord di Delémont. Secondo la polizia cantonale non vi sono dubbi che l'animale sia rimasto vittima di un perverso, perché le è stata ablata la mammella. L'organo non è stato trovato sul posto, hanno precisato gli inquirenti. Ed ora un caso dai contorni simili s'è registrato anche in Ticino. Toccato anche il Ticino: Una capra è stata violentata negli scorsi giorni nel Bellinzonese. Per la precisione il fatto è avvenuto in un comune della sponda destra del Ticino. Ad accorgersene è stato il proprietario che ha iniziato a insospettirsi dopo averla trovata incatenata a un palo. All’inizio ha pensato a un semplice scherzo, poi si è reso conto che la bestia non era stata solo legata. Qualcuno ne aveva fatto l’oggetto di attenzioni sessuali. Da qui la denuncia in polizia. Denuncia a cui sono seguiti i necessari accertamenti di un veterinario. E gli accertamenti hanno comprovato l’ipotesi della violenza a sfondo sessuale. Le indagini della Magistratura non hanno ancora permesso d’identificare l’autore. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta contro ignoti per maltrattamento di animali.
La polizia di Soletta e Basilea Campagna, hanno reso noto lo scorso 27 di luglio che finora ne sono stati registrati una trentina. Nella maggior parte dei casi sono stati seviziati bovini, cui si aggiungono diverse pecore, cavalli, gatti e conigli.
Fatevi un giro in internet e vedrete quante cose scoprirete...siamo arrivati anche ad un punto tale dove ti danno anche precauzioni d'uso su come si fa' sesso con gli animali.
Il LoRo AmOrEE' accaduto a Bordighera (Imperia), un cane morto di dolore perché allontanato dalla padrona, è solo uno dei tanti episodi che dimostrano, l’affetto incondizionato che gli animali sanno donarci senza chiedere nulla in cambio. L’animale, un pastore tedesco, è stato allontanato dalla padrona malata, che vegliava ormai da giorni stando sotto il letto dell’inferma senza allontanarsi nemmeno per mangiare, nonostante le sollecitazioni per farlo nutrire; ma un aggravamento delle condizioni dell’anziana donna ha convinto i parenti, che non intendevano prendersene cura, a chiamare il canile per prelevare l’animale. Sono intervenuti anche i volontari della Lega per la difesa del Cane per prendere l’animale che non voleva saperne di allontanarsi. Ma il cane, un esemplare perfettamente sano di 7 anni, non è mai arrivato al rifugio; appena sceso dal mezzo degli operatori del canile, infatti, è morto.
QUESTO E' L'AMORE CHE LORO DONANO A NOI, SENZA MAI CHIEDERCI NULLA IN CAMBIO!!! La vittoriaRoma. La Peta e gli Animalisti Italiani annunciano la vittoria per una delle campagne più importanti a tutela e difesa degli animali. “ La Benetton ha dichiarato che d’ ora in poi, acquisterà solo la lana ottenuta senza la pratica del museling, la cruenta mutilazione a cui sono sottoposte l’80% delle pecore Australiane”dichiara Ilaria Ferri- Direttore degli Animalisti Italiani- “Inoltre la famosa ditta Italiana (5000 negozi in 120 nazioni con un fatturato del 2004 di 2,2 miliardi di dollari Usa) ha esortato tutti i produttori di lana ad aderire all’accordo stabilito tra la Peta e l’AGWA, l’associazione dei degli allevatori e produttori di lana, e di sottoscrivere e applicare i punti dell’accordo ottenuto tra le parti. Questo prevede la progressiva riduzione del mulesing con una serie di interventi pianificati fino al 2009, data prevista per il suo bando totale e l’introduzione dell’uso di analgesici e anestetici pre e post mutilazione, l’accordo inoltre contiene dettagliate indicazioni riguardo l’esportazione di animali vivi. Contestualmente, gli allevatori dovranno garantire la messa in uso delle efficaci alternative esistenti al mulesing (insetticidi, diete specifiche, etc.) al fine di prevenire l’infestazione degli insetti. La nostra campagna contro Benetton, durata oltre un anno con manifestazioni pacifiche e non violente in tutta Italia, si è dimostrata vincente ed efficace. Il prestigioso nome della moda Italiana si aggiunge alle numerose altre compagnie internazionali tra cui Abercombie & Fitch, George, New Look, Timberland, The Limited e American Eagle, che hanno rifiutato l’acquisto di lana australiana prodotta attraverso i maltrattamenti e le mutilazioni. Il Presidente della Peta, Ingrid Newkirk ha ringraziato la Benetton per aver dato un concreto contributo al fine di eliminare la sofferenza di centinaia di migliaia di agnelli e pecore. Da parte mia esprimo la mia personale gratitudine al Sig. Luciano Benetton per aver dimostrato compassione ed empatia. Ringrazio anche tutti i sostenitori e volontari che in Italia e in altri Paesi del mondo, attraverso le manifestazioni, hanno reso possibile questa incredibile vittoria per gli animali -le pecore- troppo spesso non considerati esseri senzienti e per questo maltrattati. Lo sforzo espresso attraverso questa campagna, grazie alla massiccia presenza di volontari durante le diverse iniziative organizzate insieme alla Peta, dimostra ancora una volta che ognuno di noi, con la propria partecipazione, può fare davvero la differenza!”
MUSELING: Gli australiani con un metodo che chiamano "museling" scuoiano la zona perianale delle loro pecore con dei coltelli e senza anestesia, adducendo ufficialmente motivi di altro genere, mentre in realta' questo avviene per evitare che la pecora sporchi il suo prezioso vello e le larve depositino le loro uova. Molti animali non sopportano questa tortura e muoiono di infezione ma, nonostante cio', il metodo viene praticato perche' economicamente favorevole per l'allevatore.
Ogni capo di abbigliamento che contiene fibre di origine animale comporta un maltrattamento, più o meno grave agli animali. Generalmente quando si parla di maltrattamenti agli animali si pensa alle pellicce, ma non sono solo queste che comportano maltrattamenti, anche lana, seta, e articoli in pelle di ogni genere non sono immuni. La LiStA dEllA mOrTe
ATTENZIONE QUI' HO ELENCATO ALCUNE MARCHE DI PRODOTTI, MA NON TUTTI
http://www.lavocedeiconigli.it/lista_della_morte.htm INFORMATEVI SU COSA DATE DA MANGIARE AL VOSTRO CANE O GATTO!!! 10/21/2005 DoCuMeNtArIo
UN BEL FILMATO...CI METTE UN PO' PER CARICARE!
...Documentario inchiesta, sulla liberazione animale...
Per far fermare il filmato cliccare con il tasto destro del mouse, su stop!
iL dEtErSiVo PiU' aMaTo DaGlI iTaLiAnI
Parte anche in Italia la nuova campagna-parodia mondiale contro i test cosmetici su animali. Il detersivo più amato dagli italiani nasconde un piccolo sporco segreto. E la PeTA (People for the Ethical Treatment of Animals) lo ha svelato nel primo annuncio pubblicitario del suo genere per condannare i test cosmetici sugli animali da parte della Procter&Gamble. La nuova campagna è stata lanciata anche in Italia dalla PeTA nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato la newyorkese "Lady Bunny", star internazionale di cabaret e night clubs e Dan Mathews, Direttore Campagne Mondiali della PeTA. La campagna apre una nuova frontiera nel mondo del boicottaggio. In passato venivano colpite direttamente le aziende, oggi invece la PeTA attacca i singoli prodotti sperimentati su animali, con pubblicità-parodie basate sulle stesse strategie di marketing delle aziende, per raggiungere così lo stesso target a cui è rivolta la vera pubblicità del prodotto. Migliaia di animali soffrono e muoiono nei laboratori della Procter&Gamble durante test che non sono richiesti dalla legge. I ricercatori immettono sostanze chimiche negli occhi degli animali, li costringono ad inspirare e deglutire dosi massicce di composti chimici e spalmano il loro pelo o la loro pelle di sostanze irritanti. Oltre 550 industrie garantiscono la sicurezza dei loro consumatori usando metodi più accurati e, soprattutto, non utilizzando animali per i loro test".
NoN pOsSoNon posso prendermi la responsabilita' di dire a voi quali sono i prodotti da acquistare e quelli invece da boicottare...
Posso farvi notare cosa fanno certe aziende agli animali ,questo si!
ma dirvi cosa e' giusto comperare o no, questo non posso farlo non mi prendo questa grande responsabilita'...
Vi posso dire solamente di fare attenzione ai prodotti che acquistate, informatevi su internet ci sono molte liste che riportano buoni e cattivi prodotti!!!
ATTENZIONE Anche il "marchio coniglietto" e le varie scritte "no-cruelty", "cruelty-free", non danno nessuna garanzia, in quanto non esiste ancora una legge che impone di specificare veramente come stanno le cose.
Questo sito e' scelto da me per farvi orientare meglio sulle vostre scelte: http://www.lavocedeiconigli.it/vivisezione.htm
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